Come invecchiare bene. Il libro 2032: idee per la longevità

Una raccolta di saggi e testimonianze

2032: idee per la longevità”: è il titolo del libro realizzato da Auser Emilia Romagna e Spi Cgil, con il patrocinio della Regione.

Una raccolta di brevi saggi su “come invecchiare bene”, adottando corretti stili di vita, una prevenzione efficace e, soprattutto, continuando a coltivare passioni e interessi.

Il libro è stato presentato di recente a Bologna alla presenza, tra gli altri, della scrittrice Lidia Ravera, tornata in libreria lo scorso anno con “Il terzo tempo”, romanzo sulla vecchiaia, intesa come età che può ancora portare cambiamenti e rivoluzioni.

Perché il 2032 come anno di riferimento? Perché in quell’anno le persone che oggi hanno 65 anni ne avranno 80 e vivranno in una società diversa dall’attuale, in cui una delle emergenze sociali sarà quella di promuovere con tutti i mezzi a disposizione l’invecchiamento attivo e l’autonomia sociale e “funzionale” delle persone anziane.

“Nel 2032 le persone vecchie non saranno invisibili: è difficile non vedere un battaglione rumoroso, allegro e schierato contro gli stereotipi, pronto a impallinare chi ancora osa affidarsi a frasi automatiche, luoghi comuni, pigrizie mentali”. Lo scrive Lidia Ravera nella prefazione del libro, cogliendo la necessità di “mettere a tema” una delle questioni forse ancora sottovalutate dalla società italiana: l’innalzamento dell’età media, abbinato al calo delle nascite, e la trasformazione dell’Italia in un Paese sempre più “anziano”.

“In Emilia Romagna attualmente gli uomini vivono in media 81 anni e le donne 85 – dice il demografo bolognese Gianluigi Bovini nel libro – la sfida della longevità che ci attende è bella, impegnativa e inedita e richiede grande lungimiranza e una coraggiosa capacità di innovazione”.

Gli anziani cittadini a tutto campo

“L’anziano attivo è un cittadino a tutto campo che vive la sua vita in piena autonomia – scrive Bruno Pizzica, segretario generale Spi Cgil Emilia Romagna nella presentazione del libro –  l’anziano attivo produce valore sociale, ma anche valore economico, un cittadino che consuma non solo beni primari, che viaggia, che entra nelle nuove tecnologie”.

Ma invecchiare significa anche inevitabilmente diventare più fragili e vulnerabili. Da qui la necessità, da parte di istituzioni e organizzazioni sociali, di essere pronti ad affrontare la fragilità degli anziani con strumenti e servizi adeguati, per esempio rendendo le città e i luoghi di vita più accessibili e fruibili da parte di tutti. Insomma, “la vecchiaia va preparata”, come scrive nel suo saggio Flavia Franzoni, membro dell’Iress, Istituto regionale dell’Emilia Romagna per i servizi sociali e sanitari, la ricerca applicata e la formazione.

“2032: idee per la longevità” è un libro utile, quasi un piccolo manuale che fa del confronto vivace e proficuo uno strumento di conoscenza. Tutti i brevi saggi presenti nel volume, seppur affrontando il tema della terza età da diverse angolazioni, condividono lo stesso principio di partenza, ovvero che la vecchiaia è un tema che non può più rimanere sullo sfondo delle politiche sociali dei prossimi anni. Le analisi, le proposte di studio, le riflessioni e i commenti autorevoli da parte di esponenti dell’associazionismo, del mondo sindacale e politico, della Chiesa partono tutti da questo presupposto.

Una visione di insieme rigorosa e puntuale che vale la pena affrontare, come suggerisce Lidia Ravera, anche con una buona dose di ironia e, soprattutto, “senza paura”.