Sclerosi multipla e difficoltà a camminare

Dai sintomi alle soluzioni per migliorare la qualità della vita

La libertà di movimento è una di quelle cose che molto spesso si danno per scontate. Se non si soffre di particolari patologie o non si subiscono infortuni o interventi, si è abituati per buona parte della vita a muoversi senza troppe complicazioni.

Come abbiamo avuto modo di sottolineare in più occasioni, questa tematica ha in realtà molte sfaccettature e potersi muovere in autonomia rappresenta uno degli elementi fondamentali per l’autosufficienza e la serenità psicologica delle persone di tutte le età.

Può infatti capitare più di frequente alle persone anziane di avere delle difficoltà di movimento, ma in realtà anche soggetti più giovani possono trovarsi ad affrontare questa problematica.

Un caso specifico molto importante, per esempio, è quello delle persone affette da sclerosi multipla: una patologia complessa, che ha spesso degli effetti negativi sulle capacità motorie del soggetto e quindi sulla sua qualità della vita.

Cos’è la sclerosi multipla e quali sono i suoi sintomi

La sclerosi multipla è una malattia cronica del sistema nervoso centrale, provocata da una degenerazione della guaina mielinica, cioè della membrana che avvolge parte dei neuroni e va a formare la fibra nervosa, per la quale oggi non esiste ancora una terapia definitiva. Questa degenerazione impedisce ai nervi di condurre gli impulsi provenienti dal cervello e diretti ad esso, provocando così sintomi che possono variare molto a seconda della parte del sistema nervoso centrale che viene colpita dalla degenerazione della mielina, e possono anche cambiare di intensità e durata a seconda della persona.

Tra i principali possiamo elencare la mancanza di equilibrio, accompagnata da tremori durante la deambulazione, generale instabilità quando si è in posizione eretta, capogiri e. difficoltà a coordinare i movimenti, specialmente di braccia e gambe.

Anche spasmi muscolari, con dolori e crampi, possono essere elencati tra i sintomi di questa patologia. In particolare viene spesso messa in evidenza la difficoltà di afferrare o sostenere a lungo oggetti con le mani, delle quali non si avverte più un completo controllo.

A questi si aggiungono problemi alla vista che si manifestano con movimenti oculari involontari, vista doppia oppure offuscata.
A volte si avvertono anche intorpidimento, o una sensazione di pizzicore e bruciore della pelle, con dolori anche acuti.

Questa patologia inoltre può andare ad alterare le capacità linguistiche e discorsive del soggetto, che potrebbe avere difficoltà a scandire bene le parole, parlare con fluidità e, nei casi più estremi, anche presentare delle alterazioni cognitive. Può infatti verificarsi una perdita della memoria a breve termine, o più in generale una grave difficoltà di concentrazione.

La sclerosi multipla è una malattia per la quale non esiste un vero e proprio test specifico, che la accerti in modo definitivo. Per questo la catalogazione e la segnalazione dei sintomi è fondamentale. Solo combinando diversi elementi clinici e potendo escludere altre malattie, è possibile effettuare la diagnosi.

Si tratta di una patologia sulla quale è necessario fare informazione, specialmente per quanto riguarda i modi in cui va ad influire sulle capacità di movimento e sulla qualità della vita delle persone. Vediamo insieme alcuni punti.

La difficoltà a camminare per chi è affetto da sclerosi multipla

Una volta compreso cos’è la sclerosi multipla e quali sintomi può presentare, è facile capire come questa malattia possa facilmente influenzare le capacità di movimento del soggetto che ne è affetto.

Spasmi, tremori, crampi, mancanza di equilibrio, rigidità muscolare sono tutti sintomi che inevitabilmente minano la capacità motoria della persona. Specialmente quando questi colpiscono gli arti inferiori, la difficoltà a camminare può arrivare ad un livello tale da mettere a rischio l’autosufficienza. E se a questi aggiungiamo una costante sensazione di stanchezza e dolori cronici, le ricadute a livello fisico e psicologico possono essere davvero importanti.

Addirittura, specialmente per chi manifesta la mancanza di equilibrio, si parla di una vera e propria paura di cadere, che si va ad aggiungere ai sintomi già elencati. Il rischio in questi casi è di perdere la propria autonomia, di sentirsi sempre dipendenti dagli altri, di perdere la fiducia e lasciarsi andare.

Cosa è possibile fare allora affinché ciò non avvenga? Come si può mantenere la propria autosufficienza, migliorare le capacità motorie e ridurre i sintomi? Anche se non esiste una terapia definitiva, ci sono validi aiuti.

Le terapie migliorative e le soluzioni per l’autonomia di movimento

Come abbiamo detto, non esiste ancora una terapia risolutiva per la sclerosi multipla. Esistono però diversi trattamenti che possono aiutare a tenere sotto controllo i sintomi della malattia e ad attenuare le conseguenze che possono avere sulla salute fisica e psicologica della persona.

Per ridurre i dolori e alleviare la tensione muscolare, può rivelarsi molto utile fare fisioterapia. A volte sono suggerite anche tecniche di meditazione e agopuntura. Per lavorare sugli spasmi, renderli meno frequenti e più gestibili, la fisioterapia è sempre molto utile, accompagnata magari dal supporto di uno psicologo e sotto l’osservazione attenta di un neurologo. Ovviamente anche la terapia farmacologica è molto importante, ma è spesso necessario rivederla periodicamente a seconda dell’evoluzione della malattia.

Lo stretching può apportare benefici, perché non solo aiuta ad allungare, distendere e rilassare i muscoli, ma migliora anche la funzionalità cardiaca e respiratoria del soggetto e tende a renderlo più sicuro e sciolto nei movimenti.

È inoltre consigliabile, a seconda dei casi, considerare l’acquisto di dispositivi medici come bastoni o deambulatori, oppure, per facilitare i movimenti dentro casa, di un montascale o di un miniascensore. Sembrano piccole cose, ma possono rivelarsi di grande aiuto e contribuire a far sentire il soggetto più autonomo.

In generale comunque l’approccio terapeutico a questa malattia deve essere di tipo multidisciplinare: devono venire coinvolte diverse figure professionali, dal fisioterapista allo psicologo, per poter aiutare concretamente la persona. I familiari e gli amici, nel loro piccolo, devono ricordare di non dare per scontata la libertà di movimento e aiutare il soggetto affinché possa essere il più possibile autosufficiente e sereno.