Caldo e mobilità ridotta: consigli per persone anziane e caregiver in estate

L’estate porta con sé giornate luminose e ritmi più lenti, ma è anche una stagione che può mettere a rischio la salute di tutti, in particolare quella dei bambini, delle persone anziane e di chi ha particolari patologie e ridotta mobilità. Negli ultimi anni, il caldo estremo è diventato una vera e propria emergenza sanitaria e le sue conseguenze colpiscono maggiormente chi ha difficoltà a muoversi.

In questo articolo raccogliamo le indicazioni del Ministero della Salute e dell‘Organizzazione Mondiale della Sanità per aiutare caregiver e familiari a proteggere le persone anziane e con difficoltà motorie nella stagione estiva e durante le ondate di calore.

Perché le persone anziane sono più vulnerabili alle ondate di calore?

Il meccanismo principale di raffreddamento del nostro corpo è la sudorazione, che permette di mantenere la temperatura interna vicino ai 37° anche quando è molto caldo. Nelle persone anziane, però, questo sistema funziona in modo meno efficiente: la percezione della sete si riduce, la termoregolazione rallenta e la capacità di adattarsi ai cambiamenti termici diminuisce. Il risultato è che il corpo fatica a disperdere calore e la temperatura interna può salire rapidamente, con conseguenze anche gravi.

Secondo il Ministero della Salute, tra le categorie più a rischio figurano proprio le persone ospiti in residenze sanitarie assistenziali e le persone anziane, soprattutto quando hanno patologie croniche, ridotta mobilità e non sono autosufficienti.

I rischi per la salute durante le ondate di calore

Le ondate di calore si verificano quando temperature molto elevate persistono per più giorni consecutivi, spesso accompagnate da umidità elevata, forte irraggiamento solare e scarsa ventilazione. In queste condizioni, il corpo fatica a mantenere la propria temperatura interna: il meccanismo naturale di raffreddamento – la sudorazione – perde efficacia, soprattutto quando l’umidità è alta e il sudore non riesce a evaporare. La temperatura corporea può quindi salire rapidamente, con conseguenze anche gravi per gli organi vitali e per il cervello.

I disturbi più comuni legati al caldo vanno dai più lievi ai più seri. 

Crampi ed edemi

Tra i primi rientrano i crampi muscolari, causati dalla perdita di sodio attraverso la sudorazione, e gli edemi, ovvero gonfiori agli arti inferiori dovuti alla vasodilatazione prolungata: un rimedio semplice per alleviarli è tenere le gambe sollevate, eseguire movimenti dolci e bagnare con acqua fresca le gambe, dal basso verso l’alto.

Disidratazione e congestione

La disidratazione è un’altra condizione frequente, spesso sottovalutata perché nelle persone anziane il senso della sete si attiva in ritardo: i sintomi principali sono debolezza, vertigini, palpitazioni, crampi e abbassamento della pressione arteriosa. Attenzione anche alla congestione, che può verificarsi assumendo bevande ghiacciate, durante o subito dopo i pasti.

Stress da calore e colpo di calore

Tra i disturbi più gravi ricordiamo anche lo stress da calore che si manifesta con sudorazione intensa, disorientamento, nausea, cefalea, tachicardia e ipotensione: se non trattato subito – spostando la persona in un luogo fresco e reidratandola – può evolvere in colpo di calore. Quest’ultimo è una condizione d’emergenza: la temperatura corporea può salire fino a 40-41°C in soli 10-15 minuti, con rischio di malfunzionamento degli organi interni. In questi casi è necessario contattare immediatamente i servizi di emergenza.

Aggravamento di patologie esistenti

Infine, il caldo intenso può aggravare patologie croniche preesistenti, in particolare malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, malattie polmonari, disturbi psichici e metabolici come il diabete. Alcuni farmaci comunemente assunti per queste patologie – diuretici, antipertensivi, psicofarmaci – possono interferire con la termoregolazione o aumentare il rischio di disidratazione. È sempre consigliabile consultare il proprio medico durante la stagione estiva per valutare eventuali aggiustamenti della terapia, senza mai sospendere autonomamente le cure in corso.

Consigli per stare bene anche in estate e nelle giornate più calde

La casa è il primo presidio contro il caldo. È qui, tra le mura domestiche, che una persona anziana passa la maggior parte del suo tempo. Per questo l’abitazione va rinfrescata adeguatamente. Vediamo quali sono i principali accorgimenti da adottare.

La casa è un sistema termico da chiudere col caldo e aprire col fresco

L’OMS raccomanda di trattare la casa come un sistema termico: va chiusa quando fuori fa caldo e aperta quando si abbassa la temperatura. Dunque:

  • di notte, è importante aprire finestre e persiane per far entrare l’aria più fresca e arieggiare l’ambiente
  • di giorno, è bene abbassare tapparelle, persiane e tende oscuranti regolabili, nelle stanze esposte a sud e a sud-ovest, per bloccare il passaggio della luce, ma non quello dell’aria

È utile spegnere i dispositivi elettrici ed elettronici non necessari, perché anche televisori, lampade e caricabatterie generano calore.

E quando in casa non ci sono caregiver o non sono disponibili in quel momento?

Per regolare la temperatura, abbassare e alzare le tapparelle e accendere l’aria condizionata, possono entrare in gioco i dispositivi domotici e gli assistenti vocali che si azionano a distanza con un semplice comando.

Aria condizionata e ventilatori: consigli per un utilizzo corretto

L’aria condizionata è uno strumento efficace, ma va usata con criterio: il Ministero della Salute raccomanda di non superare i 5 gradi di differenza rispetto alla temperatura esterna e di curare la pulizia periodica dei filtri. Una temperatura tra 25-27°C con un basso tasso di umidità basta a garantire il benessere della persona anziana ed evita che subisca gli effetti dei bruschi sbalzi termici.

Anche i ventilatori meccanici, diffusissimi in questa stagione, vanno utilizzati con attenzione, perché accelerano il movimento dell’aria, ma non abbassano la temperatura dell’ambiente e, sottolinea il ministero, non vanno mai indirizzati direttamente sul corpo, soprattutto nel caso di persone anziane allettate o con limitata autonomia.

Idratazione e alimentazione: in estate sono importantissime

In estate è fondamentale bere almeno 1 litro e ½ di acqua al giorno e mangiare cibi leggeri e ricchi di acqua, per reidratare il corpo dai liquidi persi a causa della sudorazione. Per le persone anziane, fare molta attenzione a questi accorgimenti è ancora più importante perché, nel loro caso, il meccanismo della sete è alterato: la sensazione di aver bisogno di acqua arriva in ritardo rispetto alla reale perdita di liquidi. Questo significa che, quando un anziano dice di avere sete, il corpo ha già iniziato a disidratarsi. 

La disidratazione, secondo il Ministero della Salute, può causare debolezza, vertigini, crampi muscolari, abbassamento della pressione arteriosa e, nei casi più gravi, stati confusionali.

Ecco allora che il caregiver non deve attendere che sia la persona anziana a chiedere da bere, ma proporle di bere un po’ d’acqua a intervalli regolari durante la giornata. L’obiettivo non è bere tanto in una volta, ma mantenere un’idratazione continua.

Cosa mangiare e cosa evitare?
In estate è consigliabile:

  • Preferire pasti piccoli e frequenti, leggeri e facilmente digeribili
  • Aumentare il consumo di frutta e verdura, che sono ricche di acqua (l’ideale è 5 porzioni di frutta e verdura di stagione al giorno)
  • Evitare pasti abbondanti, ricchi di proteine e grassi e ridurre il sale
  • Evitare alcol, limitare caffeina e bevande zuccherate: non idratano e possono favorire un’ulteriore perdita di liquidi 

Esistono però particolari condizioni di salute (come l’epilessia, le malattie del cuore, del rene o del fegato) in cui l’assunzione eccessiva di liquidi è controindicata. Dunque, è sempre bene consultare il medico prima di modificare l’assunzione di liquidi e cibi.

Abbigliamento leggero e passeggiate nelle ore più fresche

Per favorire la traspirazione, è consigliabile indossare abiti leggeri, ampi e in fibre naturali come cotone e lino, che permettono alla pelle di respirare. All’aperto è bene indossare cappelli leggeri e di colore chiaro, proteggere gli occhi con occhiali da sole con filtri UV e applicare creme solari ad alto fattore protettivo, anche in città. È sempre bene uscire solo nelle ore più fresche della giornata evitando la tarda mattinata e il pomeriggio.

Attenzione ai farmaci

Come abbiamo visto, molti farmaci comunemente assunti dalle persone anziane – diuretici, antipertensivi, psicofarmaci, farmaci per l’asma e per le malattie cardiovascolari – possono interferire con i meccanismi di termoregolazione o aumentare il rischio di disidratazione. Il Ministero della Salute raccomanda di consultare il medico curante durante la stagione estiva per valutare eventuali aggiustamenti della terapia. 

Non sospendere mai autonomamente una terapia in corso: potrebbe aggravare seriamente lo stato di salute.

Evitare di isolarsi e di lasciare sole le persone anziane

Nei nostri articoli, abbiamo ricordato spesso che favorire l’autonomia contribuisce al benessere della persona anziana. Poter raggiungere il bagno, spostarsi tra un piano e l’altro della casa, uscire sul terrazzo nelle ore più fresche: sono gesti che riducono la dipendenza dagli altri e migliorano la qualità della vita. In questo senso, le soluzioni domotiche e quelle per l’accessibilità, come i montascale, possono fare la differenza nel garantire libertà di movimento anche in casa, alleggerendo il carico sul caregiver.

Attenzione, però, alla solitudine, che è uno degli elementi più sottovalutati durante le ondate di calore: le persone anziane che vivono sole sono più esposte perché non hanno nessuno che monitori le loro condizioni, ricordi loro di bere o intervenga in caso di malessere. Il Ministero della Salute invita esplicitamente a offrire assistenza alle persone anziane che vivono sole e a segnalare ai servizi socio-sanitari eventuali situazioni che richiedono un intervento. 

Ha anche attivato il numero di pubblica utilità 1500 “Proteggiamoci dal caldo”, contattabile dal 22 giugno all’11 settembre 2026 e invita a consultare i bollettini sulle ondate di calore, disponibili per le principali città italiane. 

Se conosci una persona anziana che trascorre le giornate da sola, ricorda che un semplice contatto quotidiano – anche breve – può fare la differenza.

Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte dalle indicazioni del Ministero della Salute italiano e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Non sostituiscono il parere del medico curante.